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Come crea le quote un bookmaker?

Tutte le quote vengono dalla probabilità.

Facciamo un esempio. Lanciamo una moneta e giochiamo al “testa o croce“. Entrambi gli esiti hanno una probabilità di successo del 50%. Bene, questo 50% diventa una quota: 2.00. Significa che se si scommettesse 1 euro su “croce” (e al lancio uscisse croce), si vincerebbe 1 euro, in aggiunta all’euro scommesso.
Cosi, con “testa” al 50% (quota 2.00), e anche “croce” al 50% (2.00), abbiamo un totale di 100%. Questi 2 eventi formano il 100% di esiti possibili, e questo totale è il famoso “libro”, il book (da qui il termine bookmaker).

Nell’esempio che abbiamo appena fatto, il libro non favorisce nè il bookmaker, nè lo scommettitore. Accade di solito nelle scommesse tra amici, la quota 2.00 si usa proprio in questi casi. “Scommetto dieci euro che ti batto a tennis“: o si vincono, o si perdono, dieci euro.

Ovviamente, nella realtà il bookmaker si auto-favorisce, e lo fa abbassando o alzando le quote.  


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